Lavoratori schiavi indiani a 2 euro l’ora per costruire il nuovo consolato USA a Milano

La Procura di Milano contesta il reato di caporalato al colosso americano dell’edilizia che lo sta costruendo
A Milano è in corso di costruzione la nuova sede del Consolato americano (nell’immagine il concept design dell’opera vista dall’alto). Il nuovo consolato sorgerà a piazzale Accursio al posto del palazzo del Tiro a Segno.
Per realizzare il progetto, costo stimato 200 milioni di dollari, la società immobiliare USA Caddell ha reclutato centinaia di lavoratori portandoli dall’India e promettendo loro una paga di 1200-1400 euro al mese per giornate di lavoro di 10 ore. In realtà ai lavoratori è stato fatto firmare un contratto non nella loro lingua in base al quale più della metà del loro stipendio è trattenuto dall’impresa per il vitto e l’alloggio, nonostante fossa stato loro promesso prima della partenza che il vitto e l’alloggio sarebbero stati a carico dell’impresa costruttrice. Quindi un compenso effettivo orario di circa 2 euro.
in più all’atto del loro reclutamento in India i lavoratori hanno dovuto pagare un “pizzo” di 500.000 rupie a testa (circa 6.000 euro) per farsi assumere.
Su richiesta della Procura di Milano sono intervenuti i Carabinieri che hanno raccolto le testimonianze di una trentina di lavoratori sul cantiere, nonostante la ditta americana cercasse di impedirlo adducendo ragioni di “riservatezza” visto che la costruzione ospiterà una sede diplomatica.
In base agli elementi raccolti la Procura ha disposto la sottoposizione dell’impresa al controllo giudiziario, che prevede la nomina di un amministratore giudiziario che affianca i vertici dell’azienda,. Una misura che è disposta quando c’è da interrompere una situazione di ritenuta illegalità ma l’interruzione dell’attività imprenditoriale potrebbe comportare ripercussioni negative. In questo caso, come già in passato ad esempio per piattaforme di rider, grandi spedizionieri della logistica, case di moda di lusso o società di vigilanza privata, la Procura di Milano nomina un amministratore giudiziario incaricato di bonificare la situazione «adottando idonei assetti organizzativi anche in difformità da quelli proposti dall’imprenditore».
Nel frattempo i vertici della Caddell sono indagati per caporalato.
Immagine: Concept designe del futuro edificio del Consolato. Fonte sito del Consolato amaricano a Milano.

