L’haka dei “Figli della Nebbia”

Redazione da Redazione2 min. tempo di lettura

I Figli della Nebbia

I Tūhoe della regione di Te Urewera, in Nuova Zelanda, sono conosciuti come i “Figli della Nebbia”. Si dice che siano nati dalla terra, un popolo i cui antenati “spuntarono” dal suolo e dalle rocce di Te Urewera prima del tempo. I Tūhoe hanno a lungo mantenuto uno spirito fermamente indipendente. La loro patria isolata, sulle colline dell’Isola del Nord, li ha inizialmente visti avere pochi contatti con i coloni britannici. Anche dopo le violente incursioni della Corona a Te Urewera, i Tūhoe hanno continuato a resistere alla colonizzazione, limitando le interazioni con i coloni e lottando per preservare la propria autonomia.

I Tūhoe non hanno mai perso il legame con la propria lingua e identità culturale. Nel 2014, il governo neozelandese ha concesso a Te Urewera – terra ancestrale dei Tūhoe ed ex parco nazionale – la “persona giuridica”, un concetto giuridico che garantisce diritti territoriali simili a quelli di una persona. Ciò ha permesso ai Tūhoe di gestire la propria terra natale secondo i propri principi culturali, enfatizzando la parentela con la natura e concetti come mauri (essenza vitale).

Maori e potere coloniale

I recenti cambiamenti politici del governo di destra neozelandese sono considerati un ostacolo al progresso dei diritti indigeni. Questi cambiamenti rischiano di emarginare le comunità tribali Māori dai processi decisionali e di escludere le loro opinioni dalle riforme. Persistono tensioni tra la conservazione occidentale e la gestione indigena: i maori rivendicano il loro diritto a gestire autonomamente le terre ancestrali, mentre alcuni conservazionisti danno priorità agli ecosistemi non umani, mettendo da parte la sovranità indigena. Permangono squilibri di potere risalenti all’era coloniale, in particolare nelle decisioni sull’uso del territorio.

Eppure, nonostante queste sfide, l’approccio dei Tūhoe rappresenta un passo significativo verso il loro ruolo centrale nella tutela ambientale, preservando al contempo la cultura e la comunità.

La storia di John Teepa

Come molti Tūhoe, John Rangikapua Teepa ha trascorso decenni vivendo in città prima di tornare alla sua fattoria lattiero-casearia di famiglia a Ruatoki, con la moglie e sei figli. Abbracciando la pratica tradizionale del whāngai, (la tradizione Maori dei bambini cresciuti da qualcuno diverso dai loro genitori naturali, di solito un parente). hanno adottato e cresciuto più di 20 bambini, promuovendo un senso di comunità e continuità. Insieme ad altre fattorie di famiglia, la loro terra forma il Tataiwhetu Trust. Fondata negli anni ’80 da sei famiglie Ngāti Rongo, la fattoria è rimasta abbandonata per anni prima di essere rivitalizzata e trasformata in un’importante azienda lattiero-casearia biologica, operante secondo la filosofia guida “Ka ora te whenua, ka ora te tangata” –

 

Quando la terra è in buona salute, lo sono anche le persone”.

Foto: Tatsiana Chypsanava, foto premiata al World Press Photo 2025

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