Gli Usa alla Regione Calabria: “licenziate i medici cubani”

In Calabria da anni il sistema ospedaliero si regge grazie all’aiuto di circa 400 medici cubani.
L’amministrazione Trump ha chiesto la fine del programma di cooperazione nel quadro del tentativo statunitense di “strangolare” l’economia cubana, anche impedendo queste forme di partnership sanitarie.
A tale scopo è stato inviato in Calabria Mike Hammer, incaricato di affari Usa ma il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto ha risposto picche, sottolineando la natura solidale e umanitaria del progetto, diventato ormai un pilastro per la sanità locale.
Fecero presto il giro del web le immagini dei medici cubani arrivati in Italia nel bel mezzo della pandemia di COVID-19. Portavano con sé competenze e conoscenze, espressione del fiore all’occhiello di Cuba: il suo sistema sanitario. Attraverso accordi rinnovati periodicamente, i medici provenienti dall’Avana sono diventati una risorsa fondamentale per la sanità calabrese, segnata da tagli, sottofinanziamenti e carenze. Nel 2022 Occhiuto definiva la misura come necessaria per evitare il collasso, «la chiusura degli ospedali», nonché «la lesione del diritto alla cura dei cittadini». Le stesse motivazioni sono state avanzate dal presidente forzista per difendere l’operato dei circa 400 medici cubani dagli attacchi della Casa Bianca.
«Ho detto ad Hammer — ha dichiarato Occhiuto all’Ansa — che i medici cubani che stanno consentendo di mantenere aperti gli ospedali e i pronto soccorso della Calabria sono ancora una necessità per la nostra Regione, perché la mia priorità assoluta è quella di assicurare il diritto alla cura dei cittadini calabresi che già hanno un sistema sanitario in condizione di grande difficoltà». Gli oltre 400 medici cubani resteranno in Calabria.
Quello calabrese è soltanto uno dei tanti punti che compongono la rete di medici cubani sparsi per il mondo. Si tratta di un piano storico, che risponde a una duplice funzione: mettere in circolo competenze e conoscenze, in una chiave di cooperazione socialista, e permettere anche vitali trasferimenti di denaro, tra rimesse e percentuali trattenute dalla compagnia statale che gestisce il programma di cooperazione.
Nel frattempo, se in Calabria l’Amministrazione Trump non ha ottenuto il licenziamento dei medici cubani, ha avuto invece successo con minacce varie in molti paesi. Uno dopo l’altro, Paraguay, Guyana, Bahamas, Saint Vincent e Grenadine, Antigua e Barbuda, Santa Lucia, Guatemala e Honduras hanno interrotto i programmi di cooperazione sanitaria con Cuba e hanno rispedito a casa tutti i medici che avevano assunto. Gli USA sostengono che Cuba sfrutti i propri medici all’estero, poiché trattiene i due terzi del loro stipendio. Soldi, dicono, che aiutano il regime cubano a sopravvivere. Mentre, aggiungono con un. raffinato senso dell’humour mentre stringono Cuba sotto embargo totale, sarebbe più giusto che quei medici tornassero a Cuba, dove la gente soffre e ha tanto bisogno di loro…
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