Dazi doganali: il 2 aprile è “il giorno della rovina” di Trump

L’Economist prevede un “caos economico” in seguito all’annuncio di Donald Trump, mercoledì 2 aprile, dell’introduzione di dazi doganali che colpiranno tutti i partner commerciali degli Stati Uniti. Il quotidiano liberale britannico ha denunciato la politica della Casa Bianca come l’errore “più grave” e “più dannoso” per il mondo intero.
Donald Trump usa una sega sulla copertina di The Economist. Per la prima pagina dell’edizione del 5 aprile, il settimanale britannico ha scelto un disegno del presidente americano che ritaglia metodicamente i confini degli Stati Uniti tracciati sul terreno. Un progetto fai da te improvvisato, senza dubbio concepito per isolare completamente quest’isola verde americana dal mondo esterno.
Ma viene da chiedersi se il repubblicano non aprirà inavvertitamente una botola, precipitandoci dentro.
Mercoledì 2 aprile, dalla Casa Bianca, Trump ha formalizzato l’introduzione di dazi doganali su tutti i prodotti stranieri, indipendentemente dalla loro origine nel mondo: 34% per le importazioni cinesi, 20% per quelle provenienti dall’Unione Europea, 24% per quelle provenienti dal Giappone, ecc. Ha così annunciato un “Liberation Day” (“Giorno della Liberazione”) auspicando la rinascita dell’industria americana. The Economist invece lo vede come “la più grande rottura nella politica commerciale degli Stati Uniti in più di un secolo” e “ il giorno della rovina”.
“Con il suo ‘Liberation Day’, l’America sta voltando completamente le spalle all’ordine commerciale globale e abbracciando il protezionismo. Per i paesi che si stanno riprendendo dall’insensato vandalismo del presidente, la domanda è come limitare i danni”.
Il quotidiano di orientamento liberale e pro-liberismo descrive un presidente che “si sta illudendo”, vendendo ai suoi sostenitori un ritorno a una fantomatica “età dell’oro”, in questo caso il periodo precedente agli anni ’30, caratterizzato dalla Grande Depressione. Ma le sue affermazioni si basano solo su una conoscenza approssimativa del funzionamento dell’economia globale e su un revisionismo storico sfrenato.
“Trump ha commesso l’errore più grave, dannoso e inutile dell’era moderna.”
Resta da vedere quali saranno le conseguenze di questa guerra commerciale. Il settimanale prevede un’inflazione diffusa per i consumatori americani e un calo della competitività delle aziende, ora meno soggette alla concorrenza internazionale.Teme inoltre l’effetto valanga delle ritorsioni e delle misure di ritorsione adottate dai partner commerciali degli Stati Uniti. Se la situazione dovesse aggravarsi, il mondo potrebbe sprofondare in una crisi economica catastrofica come quella degli anni ’30. “Le assurde tariffe del presidente Trump creeranno caos economico”.
Immagine: La copertina del numero del 5 aprile 2025 di “The Economist”.

