Il Convegno “Modello Milano”

Redazione da Redazione3 min. tempo di lettura

Il 16 e 17 ottobre un grande recap sul cosiddetto “Modello Milano”, un “Modello” a cui si sono ispirate anche altre città italiane e che oggi è oggetto di molte critiche. 

 

La due giorni è organizzata da @altreconomia e @ilfattoquotidiano presso le Acli di Milano. Parleranno scrittori, ricercatori, attivisti, giornalisti, milanesi e non solo. Si parlerà anche dei tentativi praticati da altre città europee di porre limiti alla rendita finanziaria e immobiliare che tende a stravolgere le città, espellendo i residenti per sostituirli con persone ad alto reddito e turisti mordi e fuggi. 

Il cosiddetto “Modello Milano” – la formula politico-economica basata su una forte sinergia tra pubblico e privato, investimenti internazionali, rigenerazione urbana e marketing territoriale post-Expo 2015 – è da tempo al centro di dure critiche negative.

La narrazione della “città premium”, efficiente e internazionale, è oggi fortemente contestata da svariati fronti (comitati cittadini, urbanisti e inchieste giornalistiche) per le sue pesanti ricadute sociali e ambientali. 

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Le principali critiche mosse al modello sono raggruppabili in quattro macro-aree:

 1. Crisi abitativa ed espulsione della classe media

  • Esplosione dei prezzi: La focalizzazione sulla rendita finanziaria e sui progetti immobiliari di lusso ha reso il costo degli affitti e delle compravendite inaccessibile alla maggioranza delle persone. Milano è diventata stabilmente la città più cara d’Italia.
  • Gentrificazione ed espulsione dei residenti: Interi quartieri storici e periferici (come NoLo, Porta Romana o Corvetto) hanno subito processi di gentrificazione selvaggia. Si stima che le dinamiche del mercato abbiano causato l’allontanamento forzato di centinaia di migliaia di residenti storici, impossibilitati a sostenere il costo della vita.
  • Una città solo “per ricchi”: Lavoratori precari, studenti, ma ormai anche la storica classe media (insegnanti, infermieri, forze dell’ordine) faticano a trovare soluzioni abitative dignitose entro i confini urbani.

 2. Speculazione edilizia e privatizzazione dello spazio pubblico

  • Subalternità al capitale privato: Al Comune viene contestata una governance troppo tecnocratica e sbilanciata a favore dei grandi fondi d’investimento immobiliari internazionali. Grandi eventi e progetti culturali sono spesso visti come “alibi” o specchietti per le allodole per coprire massive operazioni di speculazione privata.
  • Oneri di urbanizzazione ridotti: Molti critici evidenziano come i grandi immobiliaristi abbiano goduto di tassi agevolati o oneri di urbanizzazione eccessivamente bassi rispetto al reale valore generato, impoverendo di fatto le casse e i servizi pubblici a lungo termine. 

 3. Impatto ambientale e consumo di suolo

  • Cementificazione e densificazione selvaggia: Negli ultimi dieci anni sono stati cementificati oltre un milione di metri quadri di aree verdi. La scelta di “densificare” verticalmente (grattacieli) all’interno del tessuto urbano consolidato ha generato un sovraccarico di servizi e peggiorato la vivibilità dei quartieri adiacenti.
  • Inquinamento e qualità della vita: Nonostante le campagne di marketing green (come Forestami), Milano sconta una pessima qualità dell’aria e scarsi spazi verdi accessibili a tutti, problemi acuiti da uno sviluppo urbanistico improntato più al profitto volumetrico che alla sostenibilità climatica.

4. Inchieste giudiziarie e “Giustizia Urbanistica”

  • Il caos normativo: Il modello è stato scosso da profonde inchieste della Procura di Milano su presunti abusi edilizi, legati all’uso di procedure semplificate (come la SCIA al posto di piani attuativi più complessi) per la costruzione di grandi torri e complessi residenziali.
  • Il blocco dei cantieri: Al di là degli esiti penali e amministrativi dei singoli procedimenti (alcuni sfociati in assoluzioni o sanatorie), queste inchieste hanno svelato una gestione amministrativa considerata per anni troppo “allegra” o permissiva, portando a una paralisi dell’attività edilizia e a un pesante danno d’immagine per la macchina comunale. 

In sintesi, le critiche al nel Modello Milano riguardano l’applicazione di politiche neoliberiste estreme che hanno sacrificato l’equità sociale, il diritto alla casa e la tutela ambientale sull’altare del

Sede: Acli Milano, via della Signora 3

L’ingresso al convegno è libero e non prevede l’iscrizione.
Gli incontri si possono seguire in diretta e in streaming su ilfattoquotidiano.it e i canali social e YouTube di Altreconomia

Qui il programma

 

 

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