VIDEO: Camini, il villaggio che continua il “modello Riace” di integrazione dei migranti.

Redazione da Redazione2 min. tempo di lettura

Camini si è ripopolato con l’iniziativa “Jungi Mundi” (in italiano “unisci il mondo”) che attualmente coinvolge 118 rifugiati.

L’intero borgo di Camini,  un piccolo villaggio collinare situato nella zona della Locride, sulla costa Jonica della Calabria. era sull’orlo dell’estinzione, ma sta vivendo adesso una sorta di rinascita, di crescita sociale ed economica reale e significativa grazie al successo del programma di accoglienza e integrazione dei cittadini di paesi terzi, messo in atto dalla EUROCOOP Servizi Società Cooperativa Sociale. Nel luglio 2011, con l’arrivo dei primi ragazzi dalla Costa d’Avorio, EUROCOOP ha dato avvio all’attuale centro operativo “Jungi Mundu”– che in dialetto locale significa “Unisci il Mondo”.

Il videoclip “Tocca a te”  girato a Camini. La versione integrale è sulla pagina You Tube di Jungi Mundi

La Locride, uno dei territori più poveri e minacciati dalla criminalità organizzata di tutto il sud Italia, circa dieci anni fa era finita sotto i riflettori di tutto il mondo per l’esperimento condotto da Mimmo Lucano. Il sindaco del piccolo villaggio di Riace, che aveva ripopolato il suo borgo accogliendo rifugiati o richiedenti asilo che venivano poi integrati nella vita del comune attraverso il lavoro, e in particolare l’apprendimento dell’artigianato tradizionale. Un progetto estremamente divisivo in Italia che aveva generato molte polemiche, fino a provocare un’indagine della giustizia che aveva preso di mira Lucano e il “modello Riace”. Oggi Lucano è europarlamentare eletto nelle liste di Alleanza Verdi Sinistra. Ma se a Riace la dinamica del suo progetto, appesantita dai problemi legali, si è spenta, un altro villaggio calabrese ha ripreso questa esperienza, lontano dai riflettori. Si tratta di Camini, situato sulle colline della Locride a soli 3 chilometri da Riace, che conta circa 800 abitanti.

Camini, abbandonato dai suoi residenti emigrati all’estero o nel nord Italia, ha creato un nuovo modello di accoglienza che ha rivitalizzato il borgo e la comunità. In questo un ruolo centrale è della cooperativa Eurocoop Servizi, che ha utilizzato fondi del Ministero dell’Interno (1,5 milioni di euro nel 2025) per accogliere questi immigrati e per sviluppare progetti destinati a 118 beneficiari. Persone provenienti da paesi come la Siria, l’Eritrea, il Marocco, il Gambia, la Nigeria, il Senegal, il Pakistan, il Sudan, la Sierra Leone, la Tunisia, la Libia beneficiano di una formazione professionale e sono integrate nell’economia locale. Alcuni migranti arrivano così a lavorare in laboratori di ceramica o tessile.

Questi “nuovi residenti” hanno preso il posto dei locali che erano emigrati nei decenni precedenti, facendo di Camini quasi un villaggio fantasma. Le case del centro città sono state rinnovate, sono stati aperti dei bed & breakfast, un ristorante, un bar,  un negozio di parrucchiere…

Il modello funziona così bene che alcuni giovani che erano partiti sono tornati per partecipare alla rinascita del villaggio dove sono nati. 

Foto e video: Jungi Mundu

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