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Ungheria: Viktor Orban vieta la Marcia dell’orgoglio gay e userà il riconoscimento facciale contro i trasgressori

Redazione da Redazione2 min. tempo di lettura

Tutto ciò in nome della “protezione dell’infanzia”. Abbastanza per alimentare il rischio di una “sorveglianza di massa” degli oppositori, scrive la rivista “HVG”.

 

Il 19 marzo, il Parlamento ungherese ha vietato le manifestazioni che potrebbero mettere in pericolo la “protezione dell’infanzia”. Obiettivo prioritario: la Marcia dell’orgoglio, prevista per il 28 giugno a Budapest. Questa decisione completa la legge del 2021 che vieta l’evocazione della transidentità e dell’omosessualità tra i minori. Il riconoscimento facciale servirà a identificare i trasgressori.

Nella sua edizione del 20 marzo, il settimanale ungherese HVG (Heti Vilaggazdasag, in italiano Economia Mondiale) teme una potenziale “sorveglianza di massa” contro le “cimici”, termine usato il 15 marzo da Viktor Orban per designare i suoi detrattori. La copertina che vedete mostra individui filmati da una telecamera: un sostenitore di Peter Magyar (il rivale di Orban), una persona LGBTQI, un giornalista, un magistrato, un oppositore, un militante di un’associazione. “Il popolo è il nemico” del regime, dice il titolo in copertina della rivista.

Il riconoscimento facciale “conferma i timori” dei critici di Orban di una sorveglianza “politica”. Questa disposizione “rafforza la sorveglianza statale” dopo l’uso del software spia Pegasus (che si è scoperto essere usato illegalmente anche in Italia) “contro attivisti, uomini d’affari, avvocati, giornalisti e oppositori politici”, oltre alla creazione dell’Ufficio per la protezione della sovranità, organo “messo in atto per far tacere coloro che la pensano diversamente”, afferma HVG.

La limitazione del diritto di raduno e il riconoscimento facciale “hanno lo scopo di intimidire e dissuadere dal partecipare al Gay Pride”, afferma nello stesso articolo l’esperto di una ONG locale di difesa dei diritti umani. Sullo sfondo della “brusca escalation della retorica” di Viktor Orban, la “restrizione rapida” della libertà di riunione “mostra chiaramente” che il potere ungherese “vuole davvero usare le sue nuove armi legali per reprimere ogni dissenso”

Foto: copertina del settimanale ungherese HVG, numero del 20 marzo 2025

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