Su cosa si vota con i referendum di giugno, spiegato in modo semplice

Domenica 8 e lunedì 9 giugno si vota per cinque referendum con cui i cittadini possono chiedere di eliminare totalmente o in parte una serie di norme. Votando Sì si chiede di abrogare la norma, votando No si chiede di mantenerla.
Perché i referendum siano validi serve che vada a votare almeno la metà degli aventi diritto. Se non si raggiunge questa percentuale (il cosiddetto “quorum”) anche se i Sì fossero la maggioranza le norme che si vorrebbero abrogate resteranno in vigore.
Referendum sulla cittadinanza italiana
L’obiettivo del referendum è ridurre da 10 a 5 gli anni di residenza regolare necessari per poter chiedere la cittadinanza: una volta ottenuta, questa potrà essere trasmessa ai figli minorenni. La riforma riguarderebbe almeno 2,3 milioni di persone in Italia. Il quesito non modifica gli altri requisiti per ottenere la cittadinanza italiana, come conoscere l’italiano, avere un reddito stabile e non avere commesso reati.
Referendum sul limite dell’indennità per i licenziamenti ingiustificati nelle piccole imprese
Il referendum chiede di eliminare il limite all’indennità per i lavoratori licenziati in modo ingiustificato nelle piccole aziende. Al momento in caso di licenziamento illegittimo si può ricevere un’indennità massima pari a sei mesi di stipendio. Se vincesse il referendum l’indennità andrebbe stabilita dal giudice sulla base della gravità della violazione, l’etàdel dipendente, la sua situazione familiare, la capacità economica dell’azienda.
Referendum sui contratti a termine ingiustificati
Il referendum punta a eliminare le norme sull’utilizzo dei contratti a tempo determinato che attualmente possono essere stipulati fino a 12 mesi senza che il datore di lavoro debba indicare un motivo specifico. L’obiettivo del referendum è limitare il ricorso a questo tipo di contratti reintroducendo l’obbligo per i datori di lavoro di indicare il motivo per cui ricorrono a un tipo di contratto a termine e non a tempo indeterminato: Al momento la scelta dell’azienda è insindacabile anche davanti al giudice..
Referendum sulla responsabilità dell’impresa committente in caso di infortuni
Il referendum vuole estendere la responsabilità dell’imprenditore committente (dell’imprenditore cioè che dà in appalto ad altre imprese il lavoro) in caso di infortuni sul lavoro o malattie professionali dei dipendenti delle ditte appaltatrici. Attualmente le norme stabiliscono che negli infortuni il datore di lavoro committente è responsabile assieme all’appaltatore e ai subappaltatori per i danni subiti dai lavoratori che non hanno la copertura assicurativa INAIL. La norma attuale esclude però questa responsabilità se i danni sono causati da rischi specifici dell’attività dell’appaltatore o del subappaltatore. Il referendum vuole che anche in questi casi la responsabilità si estenda anche all’impresa committente.
Foto: Planet Fox

