Quanto mercurio c’è nel pesce che mangi?

Redazione da Redazione2 min. tempo di lettura

Pesci al mercurio e senza

  • Le specie di pesce a basso contenuto di mercurio includono capesante, vongole, gamberi e salmone, tutti con meno di 0,02 ppm.
  • I maggiori predatori come il pesce spada e lo squalo hanno i più alti livelli di mercurio, alcuni oltre 1,0 ppm.
  • Gli esperti raccomandano di mangiare pesce ad alto contenuto di mercurio non più di 3 volte al mese, o di evitarli del tutto.

Il mercurio nei pesci è un problema di salute ben documentato, soprattutto per le donne in gravidanza e i bambini piccoli.

I dati sono forniti da NRDC – Natural Resources Defense Council un gruppo internazionale di difesa ambientale senza scopo di lucro con sede negli Stati Uniti. Il gruppo è stato fondato nel 1970 in opposizione alla costruzione di una gigantesca centrale idroelettrica a New York.

Frutti di mare come capesante, vongole e sardine rientrano nella categoria “a basso contenuto di mercurio”, mentre il pesce spada e lo squalo sono in cima alla lista “evita” a causa di concentrazioni vicine o superiori a 1,0 ppm.

Perché il mercurio nel pesce è importante

Il mercurio, specialmente nella sua forma organica metilmercurio, è una potente neurotossina. Può compromettere lo sviluppo del cervello nei feti e nei bambini piccoli ed è stato collegato al declino cognitivo e ai problemi cardiovascolari negli adulti. 

Secondo l’EPA (Agenzia per la protezione dell’Ambiente – USA), il consumo di pesce è la principale fonte di esposizione al mercurio per la maggior parte delle persone.

Il danno non è solo teorico. Un’elevata assunzione di pesce carico di mercurio può portare ad avvelenamento da mercurio, con sintomi come debolezza muscolare, problemi di vista e perdita di memoria.

Come finisce il mercurio nei pesci?

Il mercurio negli oceani ha origine in gran parte dall’inquinamento industriale, in particolare dalle centrali elettriche a carbone e dalle estrazioni minerarie. Questo mercurio si deposita nei corsi d’acqua e viene convertito dai microbi in metilmercurio, che si accumula negli organismi acquatici.

Man mano che i pesci più piccoli vengono mangiati da predatori più grandi, il mercurio si sposta verso l’alto nella catena alimentare in un processo noto come biomagnificazione. Questo spiega perché grandi specie come pesce spada, marlin e squalo contengono le concentrazioni più alte. In poche parole, più a lungo un pesce vive e più mangia, più mercurio accumula.

Scelte intelligenti di pesce

Il Natural Resources Defense Council (NRDC) raccomanda di dare la priorità ai pesci a basso contenuto di mercurio come salmone, trote, sardine… e gli altri indicati nell’immagine

Viceversa i pesci ad alto contenuto di mercurio dovrebbero essere mangiati con parsimonia, non più di 3 volte al mese.

Immagine: NRDC

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