Il “Ristorante degli Ordini Sbagliati”

I camerieri sono over 80 con deficit cognitivo e i clienti vanno a mangiare lì apposta.
A Tokyo c’è un ristorante dove i camerieri portano al tavolo a volte i piatti sbagliati ma i clienti non si lamentano. Ordini pesce alla griglia e magari ti portano dei ravioli. Chiedi sushi e ti portano una zuppa…
Si chiama “The restaurant of Mistaken Orders”: alla lettera, il ristorante delle Ordinazioni Sbagliate. I camerieri sono persone over 80 affette da degrado cognitivo e i clienti vanno a mangiare lì apposta, in segno di solidarietà e comprensione. Giusti o sbagliati, i piatti sono buoni, preparati in cucina da professionisti della ristorazione assieme a volontari capaci che nella vita fanno altre professioni. E i clienti danno l’impressione di divertirsi: in fondo ricevere un piatto che non hai ordinato è una sorpresa, e l’esistenza, senza qualche imprevisto, sarebbe noiosa.
L’iniziativa, di cui si sono interessate diverse testate internazionali anche fuori del Giappone, nasce da un’idea venuta a Shiro Oguni, regista televisivo giapponese, quando durante una visita a un parente in una casa di riposo di Tokyo si vide servire un piatto di ravioli anziché l’hamburger che aveva ordinato. Pensò che non fosse poi così grave, i ravioli gli piacquero e in testa gli si accese una lampadina. Coinvolgendo amici, associazioni benefiche Ong, tra cui professionisti della ristorazione, designer di interni e assistenti sociali, Oguni ha lanciato così il Ristorante delle Ordinazioni Sbagliate che ora ha anche il sostegno del governo giapponese. Apre periodicamente, ogni volta con successo di pubblico, in un paese come il Giappone dove l’invecchiamento della popolazione è un tema molto sentito. Per i clienti è un modo di dimostrare consapevolezza e sensibilità verso i deficit cognitivi dell’età. E per i camerieri over 80 è un modo per stare insieme, facendo qualcosa di utile, con il sorriso sulle labbra.
Il progetto è stato già replicato in Corea del Sud e in Australia.
Foto: dal sito di “the restaurant of mistaken orders”
