Falsi miti sugli animali: struzzi, squali, pesci rossi, elefanti…

Credenze smentite dalle ricerche scientifiche
Struzzi
Gli struzzi non nascondono la testa nel terreno pensando di nascondersi così dai nemici. Questa convinzione è nata e si è diffusa a partire da un testo di Plinio il Vecchio nel quale scrive che “una volta che hanno nascosto testa e collo in un cespuglio, ritengono di avere mimetizzato tutto il loro corpo”.
Squali
Gli squali non scambiano i sub per pesci come per esempio le otarie o le foche. Infatti le loro modalità di attacco variano a seconda della preda: uno squalo bianco attacca una foca velocemente appena l’avvista, mentre nei casi in cui l’attacco è diretto verso gli umani avviene in maniera guardinga e più lentamente.
Pipistrelli
I pipistrelli non sono ciechi: tutte le varie specie hanno occhi in grado di vedere, e solo una parte di loro utilizza un sistema di ecolocalizzazione per orientarsi nello spazio, le altre che non dispongono di un sistema di ecolocalizzazione hanno semplicemente una buona vista notturna.
Pesci rossi
Non è vero che la memoria di un pesce rosso dura pochi secondi: test e ricerche recenti hanno dimostrato che questi pesci sono in grado di conservare ricordi per mesi.
Elefanti
Gli elefanti anziani non lasciano il loro gruppo per andare a morire da soli in un luogo dedicato, chiamato secondo la leggenda “il cimitero degli elefanti”. La leggenda è nata probabilmente nell’Ottocento, quando i cacciatori fantasticavano su luoghi simili dove gli sarebbe piaciuto trovare grandi quantità di avorio.
Lemming
I lemming non organizzano suicidi di massa gettandosi dalle scogliere: questa convinzione piuttosto diffusa è dovuta a un vecchio documentario naturalistico Disney, “White Wilderness” in cui veniva ripresa una scena in cui alcuni lemming precipitavano nel tentativo di migrare.
Foto: Johnny Africa.

