Claudia Cardinale, per molti è stata la più bella del mondo. Ma per qualcuno nessuna donna, nemmeno lei, è mai bella abbastanza.

Redazione da Redazione2 min. tempo di lettura
Un articolo di Sergio Parini 
Claudia Cardinale non è stata solo la protagonista dell’età d’oro del nostro cinema (“Il Gattopardo”, “8 ½”, “La ragazza di Bube”, “C’era una volta il west” e tanti altri). Era anche una donna bellissima: per molti – me compreso- la più bella del mondo.
Ebbi modo di dirglielo, quando era già in età avanzata, al termine di un’intervista: “Per me lei è sempre stata la donna più bella del mondo” le dissi al momento dei saluti.
Lei abbassò un attimo gli occhi, non disse nulla – doveva essere abituata a quel complimento, ricevuto certo migliaia di volte- poi sorrise.
Con un sorriso indecifrabile, enigmatico, simile a quello della Gioconda di Leonardo. Un sorriso che non si presta a una sola interpretazione, ma che significa quello che tu vuoi che significhi.
Un po’ come la sua recitazione, che non si può incasellare in un unico modello. Il mio preferito, tra i tanti della Cardinale, è quello della donna che alla fine sa prendere in mano il suo destino, come nel suo meraviglioso ruolo in “C’era una volta il west”.
Proprio come ha fatto lei, che ha saputo crescere un figlio nato da uno stupro (in Tunisia, a 19 anni), anche se ha dovuto fingere per anni che quel bimbo fosse suo fratello, perché a quei tempi essere ragazza madre, persino se a causa di una violenza, era considerato un’onta. Non a caso la Cardinale si è sempre battuta per i diritti delle donne, sino ad appoggiare, negli ultimi anni, il movimento metoo.
Voglio ricordarla con il manifesto dei 70 anni del festival di Cannes, nel 2017, che le rendeva omaggio. Nella foto lei balla a piedi nudi sui tetti di Roma, nel 1959.
Ed è, ovviamente, di una bellezza struggente.
La cosa assurda è che gli organizzatori del festival sentirono il bisogno di ritoccare quella foto, snellendo le gambe e stringendo la vita (qui sotto metto a confronto l’originale e il manifesto di Cannes).
Claudia Cardinale, la donna che – per dirne una – David Niven definì :”La migliore invenzione italiana dopo gli spaghetti”, ritoccata.
La donna che negli anni Sessanta rivaleggiava in bellezza con Brigitte Bardot: CC contro BB, scrivevano i giornali, resa più magra con photoshop.
Evidentemente ancora oggi, secondo certi canoni maschili, nessuna donna è mai bella abbastanza.

 

 

 

 

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