Cerchi un posto di lavoro? Leonardo Da Vinci ci mostra come scrivere una lettera di presentazione.

Lo racconta il giornale svizzero “Le Temps”
Pochi sanno che Leonardo Da Vinci è stato uno dei primi in cerca di lavoro a scrivere una “lettera di autocandidatura”.
Nel 1482, allora trentenne, l’artista fiorentino ha infatti sollecitato un posto di ingegnere militare presso Ludovico Sforza, duca di Milano, in questi termini:
Ho un modo per costruire ponti molto leggeri e facili da trasportare, per l’inseguimento del nemico in fuga; altri più solidi che resistono al fuoco e all’assalto, e anche facili da posare e rimuovere. Conosco anche dei modi per bruciare e distruggere i ponti del nemico. (…) Posso costruire cannoni, mortai, attrezzi da fuoco di forma pratica e diversi da quelli in uso. Dove non possiamo usare il cannone, posso sostituirlo con catapulte e macchine per lanciare di un’efficacia sorprendente e finora sconosciuta. Infine, qualunque sia il caso, posso trovare mezzi infiniti per l’attacco. (…) In tempo di pace, posso eguagliare, credo, chiunque nell’architettura, costruire monumenti privati e pubblici e condurre l’acqua da un luogo all’altro. (…) In pittura, posso fare quello che farebbe un altro, qualunque esso possa essere. (…) E se una delle cose sopra elencate vi sembra impossibile o impraticabile, vi offro di provarla nel vostro parco o in qualsiasi altro posto che piaccia a Vostra Eccellenza, a cui mi raccomando in tutta umiltà.
La lista dei punti di forza
Leonardo da Vinci non è rimasto a lungo disoccupato. Ha ottenuto rapidamente il posto ambito. Quali lezioni si possono trarre dalla sua lettera di motivazione? In primo luogo, è interessante notare questa semplice verità, seguita in pieno da Leonardo nella sua lettera: la motivazione principale di una persona è il proprio interesse. Nel XV secolo, le minacce di invasione erano costanti. Come ogni capo di Stato, uno dei ruoli essenziali del duca era la difesa del territorio. Prima di scrivere la sua lettera, Leonardo da Vinci ha analizzato in dettaglio i bisogni di Ludovico Sforza. Poi ha stilato l’elenco dei suoi maggiori punti di forza, ponendo l’accento sulle sue conoscenze e competenze militari. I suoi talenti di pittore che gli valgono oggi la fama sono stati menzionati solo alla fine della lettera.
Come il duca di Milano, tutti i datori di lavoro si pongono questa domanda: questo candidato sarà in grado di risolvere i miei problemi? Una lettera di motivazione ben scritta e documentata risponde in modo chiaro e preciso a questa preoccupazione. Secondo Marc Cenedella, fondatore del sito di lavoro theladders.com:
“La maggior parte delle persone indicano nelle loro lettere di motivazione ciò che hanno fatto in passato. Ma in un negozio, non compreresti mai un prodotto la cui confezione descrive solo il modo in cui è stato elaborato. Il datore di lavoro è come l’acquirente. Desidera soprattutto sapere in che modo il candidato sarà fantastico per il posto. Concentratevi quindi su ciò che potete portargli.”
In altre parole, una buona lettera di motivazione permette di andare oltre il CV – che per sua natura è interamente rivolto al passato – per toccare ciò che conta di più per il datore di lavoro: gli interessi della sua azienda.
Altro insegnamento utile: Leonardo da Vinci insiste su ciò che lo distingue dagli altri candidati. Spiega così che può costruire materiale di guerra “diverso da quello in uso” e “finora sconosciuto”. Mette anche in evidenza le sue capacità di innovazione e afferma che saprà rispondere, a lungo termine, alle sfide della guerra: “Qualunque sia il caso, posso trovare mezzi infiniti per l’attacco”.
Attirare l’attenzione del lettore
Nel loro libro Guerilla Marketing Conrad Levinson e David E. Perry ricordano che “la lettera di motivazione è una lettera promozionale personale, e come in ogni mailing, l’obiettivo principale è quello di attirare l’attenzione del lettore. Perché vuoi che un reclutatore ti inviti a un colloquio di lavoro se il tuo dossier ti fa assomigliare a centinaia di altri candidati” Aggiungono che al giorno d’oggi, un errore che un candidato può fare è pensare che il suo dossier sarà necessariamente letto in dettaglio dai reclutatori. Questi ultimi non hanno tuttavia né il tempo, né la voglia di leggere lettere di motivazione vaghe, versatili e multiuso. Queste sono quindi ignorate a favore di lettere più originali, in cui il candidato si prende il tempo di dettagliare come possa rispondere alle esigenze del datore di lavoro.
Chiedi una chance
Leonardo da Vinci conclude infine la sua lettera come segue: “E se una delle cose sopra elencate vi sembrava impossibile o impraticabile, vi offro di provarla nel vostro parco”. Come il famoso pittore, i candidati dovrebbero sempre proporre un incontro e invitare il loro futuro datore di lavoro a dare loro una occasione per testare le loro competenze.
Foto: Pierre Antona, statua di Leonardo Da Vinci, piazza della Scala, Milano

