168 giovani medici neolaureati a Gaza

Redazione da Redazione1 min. tempo di lettura

Rimpiazzano in parte i 1.722 medici e operatori sanitari uccisi dall’esercito israeliano negli ultimi 2 anni

Dal racconto de ilmanifesto.it

Hanno voluto battezzare se stessi «la schiera dell’umanità» e dargli torto è davvero difficile: tra le macerie di quello che prima del 7 ottobre 2023 era il fiore all’occhiello del sistema sanitario di Gaza, l’ospedale al-Shifa, seduti su sedie bianche una accanto all’altra, ieri 168 giovani medici hanno ricevuto il diploma di laurea.

Una cerimonia collettiva che chiude un percorso di studi inimmaginabile altrove: in pieno genocidio, con operatori sanitari che cadevano come mosche sotto i colpi calcolati e chirurgici dell’esercito israeliano (1.722 gli uccisi) e oltre trecento che sparivano, inghiottiti nel ventre del sistema carcerario dell’occupante, quelle ragazze e quei ragazzi sono stati spediti in prima linea.

Hanno fatto pratica senza strumenti, medicinali, anestetici. Hanno imparato a muoversi tra i corridoi di ospedali sotto assedio, su pavimenti strapieni di corpi dei vivi e dei morti. Sono stati chiamati a sostituire i loro maestri. Per questo la cerimonia di ieri ha un significato doppio: è Gaza che non si arrende a un futuro invivibile e insopportabile.

Foto: Medici Senza Frontiere

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